Invece in Italia non compare tra gli altri nomi di fiori, come Viola o Margherita o Rosa, ma pare che sia diffuso in Francia, anche se non molto comune. Sembra che l’etimologia rimandi al latino, Vinca da vincire, legare. Gli steli striscianti di questa pianta sono lunghi e resistenti, si possono legare e intrecciare per farne ghirlande, serti, corone. Se trova un posto gradito in giardino, un po’ ombroso e fresco, si diffonde per propaggine e forma fitti intrecci sempre verdi, perchè mantiene le foglie anche nella stagione invernale. Contrasta le erbe infestanti, ma può diventare invasiva. In primavera poi, dalla vegetazione strisciante, si alzano nuovi getti di un verde più tenero, alti circa trenta centimetri, da cui spunterà un magnifico fiore azzurro violetto, color pervinca appunto. Sto parlando della Vinca major che prospera nel nostro giardino sotto un’annosa Olea fragrans in compagnia di alcune Sarcococche.
Vinca major in composizione
È una varietà coltivata e ha un fogliame verde intenso, lucido, coriaceo e fiori graziosi, più grandi e appariscenti di quelli della Vinca minor, spontanea e comune nei boschi. Quest’ultima ha fiorellini che misurano poco più di un centimetro e occhieggiano da terra in diverse tonalità di azzurro e celeste pallido. Ne esistono varietà a fiore bianco, anche doppio, che non si vedono in giro, ma danno luce negli angoli più bui e bisognerebbe cercarle nei vivai al più presto. Una di queste è la Vinca minor Gertrude Jekyll, selezionata dalla famosa giardiniera inglese. Non l’ho mai vista, ma dalla descrizione sembra molto desiderabile. Una grande dote di questa pianta è la sua capacità di adattarsi a vivere in vaso. È quindi utilissima per farla ricadere da un balcone o da un davanzale in lunghi festoni. Formerà la struttura di piante perenni, verdi o a foglie variegate, da cui poi spunteranno le fioriture delle piante annuali, nelle composizioni preferite per avere fiori in tutti i mesi dell’anno: tulipani, giacinti, gerani, e ciclamini. La cosa curiosa è che riesce ad essere infestante perfino nelle cassette, sul terrazzo: basta perderla di vista per qualche giorno e la si ritrova nel vaso accanto, abitato da altri inquilini. Mentre non la si teneva d’occhio ha vinto la forza di gravità e si è infilata in orizzontale, da abusiva, in casa d’altri.
Paolo Berti, pittore ecologico. Recupera rifiuti e li fa diventare opere d’arte. Qui sotto una vecchia lamiera arrugginita abbandonata nella periferia di Rovereto. Sgrassata e pulita da ruggine e impurità. E’ diventata un pezzo da collezione. Ingrandisci la foto per cercare la Vinca.
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