La D.gracilis è arrivata come regalo di un amico naturalista che festeggiava la Prima Comunione della figlia. È stupenda l’idea di donare piante perenni o arbusti agli amici che hanno la fortuna di avere un giardino o una terrazza.
deutzia gracilis
Quando passo tra le aiuole, davanti ad una pianta che mi è stata regalata, ricordo sempre con gratitudine chi ha avuto un pensiero tanto gentile.
La D.gracilis è la più diffusa e se ne vedono spesso negli spazi pubblici a formare piccole siepi compatte, perchè sono arbusti molto forti e poco esigenti per il terreno e l’esposizione, facili anche se coltivati in vaso.
La mia è alta circa un metro e fiorisce bene perfino con poco sole, sotto a un ciliegio da fiore, accanto ad una deutzia diversa e ad alcune roselline. La fioritura bianca, di un bianco puro, in racemi che si piegano morbidi, è molto precoce e appare già in aprile. Va ammirata da vicino perché si confonde con le macchie di luce create dalle piante più alte e ha una grazia così innocente e modesta che mi commuove.
la deutzia rosa e le api
L’ altra dovrebbe essere un ibrido della Deutzia scabra perchè la corteccia ha la tendenza a staccarsi dai rami, anche questa originaria del Giappone, di cui esistono numerose varietà, tutte resistenti al freddo e di facile coltura. Io credo di avere la Deutzia x hybryda Mont Rose, alta più di due metri. (Consiglio sempre di comprare piante che si possano ammirare già in fioritura per non avere sorprese, perchè le etichette tradiscono e i vivaisti non sempre sono informati). E’magnifica: porta infiorescenze vistose che compaiono in giugno, di un delicatissimo rosa. I singoli fiori sembrano di zucchero, osservati da vicino brillano al sole e fanno impazzire le api. Ma li mangerei anche io volentieri se fossi certa della loro commestibilità. Come mangerei i piedini dei neonati e le zampe e le orecchie dei cuccioli. Che sia un desiderio ancestrale antropofago esteso a tutte le creature molto tenere?
Dopo la fioritura sarebbe bene spuntare i rami che hanno dato i fiori, lasciando quelli giovani che fioriranno l’anno successivo.
Sono piante generose, che si riproducono facilmente staccando i polloni radicali o per talea dei rami giovani in luglio/ agosto, o per propaggine, data la facilità a radicare che hanno i rami quando toccano terra.
Il genere comprende una settantina di specie che per fortuna non si vedono in giro nei vivai, così non è facile desiderarne troppe e cadere in tentazione.
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