Il Liquidambar è un albero deciduo che raggiunge i trenta metri. Non è adatto ai piccoli giardini, eppure vive nel mio, qui l’ho trovato e non ho mai pensato di toglierlo. Prospera in uno stretto abbraccio con l’altro gigante del giardino, un maestoso abete bianco, perché sono stati piantati a nemmeno tre metri di distanza l’uno dall’altro. Hanno entrambi una cinquantina di anni e il loro indice LAI ( Leaf area index Indice di area fogliare) dev’essere elevatissimo! L’indice LAI indica l’estensione della superficie di fogliame esposta alla luce e capace quindi di produrre ossigeno e assorbire anidride carbonica. E’ una risorsa da molti sottovalutata per la potenzialità di riduzione dell’inquinamento e mi rende felice il contributo che il nostro giardino può dare al miglioramento della qualità dell’aria e alla creazione di quei corridoi biologici tanto utili per la fauna, che le istituzioni dovrebbero preoccuparsi di generare. Poiché raramente lo fanno, i proprietari di giardini, anche piccoli, potrebbero contribuire non limitandosi a tenere soltanto un pratino, davanti alla casa, ma sarebbe utilissimo se piantassero qualche cespuglio, qualche piccolo albero frondoso, qualche rampicante: il pratino si riempirebbe di vita e di voli. Se si scegliesse qualcosa di fiorito si nutrirebbero le api, le indaffarate minuscole operaie sempre al lavoro per la nostra sopravvivenza.Non è sempre possibile né necessario, ospitare alberi di alto fusto come i miei.
Ammetto che insieme possano far paura a pochi metri dalle altre case, ma ho dei buoni rapporti di vicinato e… un’assicurazione, indispensabile per ogni evenienza, che ci copre in caso di danni. Anche adesso, in marzo, ancora spoglio, il Liquidambar è sempre una bellissima pianta, con i frutti penduli come palline natalizie sui rami nodosi, a cui gli uccelli si appendono per mangiarne i semi. Mi è capitato a volte di vedere sfrecciare uno scoiattolo tra i suoi rami e ci si posa spesso una ghiandaia schiva.
frutti di Liquidambar
Ha infine salvato la vita alla gatta Milli, inseguita dal gigantesco cane dei vicini che aveva saltato la rete. Ne avrebbe fatto polpette, ma lei, recuperata l’agilità giovanile (ha 14 anni) è sparita lassù, introvabile per ore nonostante i richiami. Soltanto molto molto più tardi, guardando su, visto che giù sembrava svanita, l’ho vista quasi in cima. E là sarebbe rimasta se non fosse stata recuperata da mani familiari amorevoli.
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