ESTATE, Chrysanthemum parthenium

(le scritte in blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni)

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Chrysanthemum parthenium. Tanacetum p*. Matricaria p. Partenio (*collegamento a Wikipedia)

Il Partenio (Chrysanthemum parthenium, Tanacetum parthenium, Matricaria parthenium), è un’erbacea perenne che ho avuto in regalo da Paola, un’amica giardiniera. Come me lei apprezza i fiori delicati, poco vistosi, di una bellezza infantile e allegra. Fiori bambine. Ma ci sono anche fiori ragazze, come le Hemerocallis o le rose Claire Matin e rose signore, dal fascino sontuoso, tortuoso e sensuale, così mi diverto a immaginarle.
Alcune piante mi ispirano l’attribuzione di un genere, che è femminile nel caso del Partenio, e l’etimologia offre una conferma divertente.
fotografia concessa in uso da Kurt Stueber 
con licenza GFDL
Matricaria viene infatti dal latino matrix matrices, che significa utero, mentre Partenio deriva dal greco parthenos, vergine, fanciulla, un attributo della dea Atena (e Partenone è il tempio a lei dedicato).
Questi significati rimandano agli usi officinali della pianta, molti e importanti, legati ai disturbi femminili, la cui efficacia terapeutica è provata dalla ricerca attuale.
Ma qui vogliamo parlare di giardini e decantare le doti di fiori tanto graziosi quanto facili. Cerco sempre piante adattabili, che richiedano poche cure e il Partenio è una di queste. Lo sto provando in tutte le esposizioni, al sole e in penombra e fiorisce sempre. Assomiglia alla camomilla e alle comuni margherite, ma a differenza di queste ha ligule bianche (quelle che chiamiamo petali e sfogliamo per scoprire se siamo amati oppure no)  più corte ed arrotondate.
Anche le foglie sono particolarmente attraenti: piumose e leggere, di un intenso verde, non assomigliano per niente a quelle rigide e grigiastre dei crisantemi, ricordano piuttosto la delicatezza delle felci. Pennatosette è il termine botanico per descriverle, e la parola, che sembra un vezzeggiativo, si adatta perfettamente alla grazia della pianta.
Eppure, come se non bastasse la sua leggiadria,  un’altra virtù  rende questa erbacea ancora più desiderabile. Osservandola con attenzione, come faccio con tutti gli  esseri che vivono in giardino, ho notato delle protuberanze sui gambi, dei “calletti ”, che indicano sempre la facilità a radicare. Da allora mi ha preso l’entusiasmo riproduttivo:  piccole talee di Partenio crescono in ogni vaso libero. ( È  sufficiente recidere porzioni di gambo provviste di “calli” e interrarle lasciando qualche foglia) Attecchiscono tutte e così si può disporre di un buon numero di piante da inserire nelle aiuole alternando forme e colori.
 Per ultimo è importante ricordare un’altra caratteristica: la lunga durata dei fiori recisi.
Al Maestro Ippolito Pizzetti il Partenio non piaceva molto, ma trovava belli gli ibridi che invece io non conosco. Si può vederli offerti nei cataloghi e naturalmente in rete sotto il nome di Matricaria eximia ( ancora un altro nome per la stessa pianta!)
Sempre Paolo Berti, pittore trentino (il recuperatore), che raccoglie i rottami arrugginiti e li fa diventare opere d’arte.
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