PRIMAVERA. Iris barbata

(le scritte in blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni)

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Iris barbata (Iris germanica, Giaggiolo paonazzo)

Il regalo più apprezzato che mi fa il giardino sono le sorprese. Non tutte. A quelle sgradite rinuncio volentieri, ma le altre quanta gioia procurano!

Essere sorpresi è una delle cose più desiderabili della vita.  È tutto così scontato e prevedibile, mai che succeda niente di rapido e inatteso, uno scatto, uno slancio.

Fino a quando una mattina  scendendo di corsa verso l’auto, affannata perché rischiavo un ritardo … Pam! Un balenio di bianco: un essere meraviglioso, mai visto prima, superbo nella sua eleganza, altero e alto circa un metro.  

Un’Iris Barbata, bianca con una gola di zolfo  dorato, che mai avevo piantato, sovrastava regale l’aiuola vicina all’ingresso. Più alta e col fiore più grande della barbata blu violetto, la più comune, la cara Iris germanica della mia infanzia e poi della delicata Iris pallida dalmatica col profumo più dolce, che già abitavano da anni in giardino.

Deve essere avvenuta un’ibridazione spontanea ma è qualcosa  che non mi spiego, anche perché ho letto che i giaggioli sono normalmente sterili. Questo avverbio mi lascia perplessa “normalmente “ quindi non sempre? Forse  la risposta è in un altro testo in cui si legge che tutte le barbate discendono dall’Iris Dalmatica?

Quanto mi piacerebbe saperlo.

Ma non finiscono qua le stravaganze di questi fiori misteriosi.

Alcuni anni dopo, nell’estate del 2022, costretta ad una lunga assenza, al mio ritorno ho trovato un’altra sorpresa in forma di iris.

In un’aiuola, la stessa che ospita le  barbate blu violetto, svettavano sulle foglie ensiformi delle creature bellissime, bicolori, un altro regalo inaspettato del giardino.

Non è facile descriverle: i petali penduli detti “ali” sono color rubino, screziati vicino alla “barba” giallo oro, mentre i “vessilli”, i petali eretti, hanno un pallido rosa lilla, venato in trasparenza come le orecchie di un coniglio al sole.

Non so perché non mi sono piaciute subito, adesso ne sono entusiasta.

Sono piante facili, generose, che si accontentano di pochissimo. Molto sole, terreno drenato e andrebbero divise dopo tre o quattro anni coprendo le radici per due terzi soltanto.