PRIMAVERA. Cotoneaster

 

(le scritte in blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni)

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Cotoneaster *  (Cotognastro)[*collegamento a Wikipedia]

By MPF – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1953601
Se c’è una pianta facile questa è il Cotoneaster, così facile che non ho dovuto nemmeno piantarla.
Ne ho tre, tutte piuttosto vicine tra loro, tutte nate dai semi portati dagli uccelli che popolano numerosi le parti più selvatiche del nostro giardino. Una si può identificare con facilità perché è un Cotoneaster horizontalis, non ci si può sbagliare vedendo un piccolo arbusto, alto fino ad un metro circa,  che   invece di lanciarsi come tutti in cerca della luce,  tende ad allargarsi e sviluppa rami quasi orizzontali a spina di pesce, e poi tende a ricadere. Pur essendo  molto comune è apprezzabile per le minuscole foglie ovali coriacee cremisi e arancione che restano vivacemente colorate fino all’inverno. Il maestro Ippolito Pizzetti scrive che “legando il filo di ferro ai rami si possono far prendere loro le forme più strane” e aggiunge poi: “ è un gioco che sconsiglio”  senza spiegare la sua affermazione. È un peccato non  sapere cosa voleva dire perché questo “gioco” di guidare i rami in forme particolari si può fare anche con altre piante. È molto affascinante per le possibilità che offre ai giardinieri fantasiosi e non  credo proprio che i C. ne soffrano, forse la sua era un’osservazione di natura estetica.
Vi sono anche molte specie grandi a foglia caduca e altre grandi a foglie sempreverdi, uno di questi Cotoneaster ha scalato il nostro ciliegio da fiore ed è altrettanto alto. Mi ha fatto molto piacere scoprirlo quando ormai devo ammirarlo solo a testa in su. Ha un portamento arcuato, ma questo non basta ad identificarlo perché i cotognastri sono davvero molto numerosi, la maggior parte di origine cinese. Alcuni a portamento compatto sono adatti a essere inseriti in siepi miste.
Di Père Igor – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4703284
 
L’ultimo arrivato da un seme è nato in un vecchio vaso con un po’ di terra, rimasto vuoto dopo la morte di un rododendro, l’ha centrato perfettamente, come se avesse usato un compasso. Nemmeno di questo saprei dire la varietà.
Il nome, Cotognastro, che sembra un dispregiativo, deriva da Cotoneum , cotogno, albero a cui non assomiglia per niente. L’unica cosa che hanno in comune è il genere, perché sono tutte rosacee, una famiglia molto numerosa a cui appartiene la maggior parte degli alberi da frutto.