PRIMAVERA. Chaenomeles japonica

(le scritte in blu corrispondono ad altrettanti collegamenti)

 
torna all’indice della primavera

Chaenomeles japonica* Pyrus. Cotogno del Giappone *(collegamento a Wikipedia)

Quando ero piccola tutti chiamavano Pyrus il Chaenomeles e in giro si vedeva quasi soltanto la varietà rossa che spiega anche l’origine greca della parola, dalla radice “pir”, fuoco. In giardino ne abbiamo invece uno bianco, ancora adesso per nulla comune e delicatissimo che qualcuno si ferma ad ammirare scambiandolo per un pesco o per un melo. Come questi fruttiferi è una rosacea, ma fiorisce presto, alla fine dell’inverno, e mi è molto caro perché col mandorlo è uno dei primi messaggeri della primavera.
By Katsudanso – Own work, CC BY-SA 4.0,
È anche l’unica pianta spinosa che ospito, oltre alle rose, dopo aver fatto sradicare diversi anni fa un ingombrante Pyracantha rosso, molto amato dagli uccelli oltre che da me.   
Perché toglierlo se mi piaceva tanto? La ragione è un pollice, il mio, gonfio quanto una susina dopo lo scontro con una delle sue spine. In quel momento, potandolo, il dolore bruciante e continuo mi ha chiarito il significato del nome dal greco: spina di fuoco!
By Hoodedwarbler12 – Own work, CC BY 3.0

Immagino di essere allergica alla linfa e che la mia sia stata una reazione rara e spropositata. Però se viene piantato lungo la recinzione, come vedo fare spesso, è comunque pericoloso per passanti e giardinieri  perché cresce molto e va tagliato più volte l’anno. Anche estirpato è riuscito a ricacciare dei germogli sotto al muro di recinzione e  lancia verso la strada con grande ostinazione i rami nani, ma ferocemente armati che devo tagliare spesso: una spina delle sue potrebbe persino forare la ruota di una bici.
By George Chernilevsky – Own work, CC BY-SA 4.0
Il Chaenomeles, pur spinoso, è più mansueto e gestibile perché non cresce molto, non ha esigenze particolari di terreno, non si ammala e sopporta inverni molto freddi, ha sofferto invece le temperature elevate delle ultime estati. Credevo addirittura che stesse morendo perché alcuni rami si sono seccati, ma poi si è ripreso.
Matura a volte frutti simili a quelli del cotogno, anch’essi profumati, dello stesso bellissimo giallo, che tendono a cadere e vanno subito raccolti tra l’erba.

 

Si possono riporre nei cassetti tra la biancheria, cuocere per addensare una marmellata, perché sono molto ricchi di pectina o disporre su un vassoio per profumare una stanza.
Insomma, è un cespuglio generoso. Non vedo l’ora di vedere se anche l’anno prossimo saremo fortunati e ci regalerà una fioritura simultanea con l’Ajuga reptans blu che cresce al suo piede.