ESTATE, Tasso
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Tasso* TAXUS BACCATA (*collegamento a Wikipedia, ** collegamenti a siti vari specialistici)
Il Tasso così scuro e tanto velenoso da essere definito “albero della morte”, incute soggezione e rispetto, forse perché è albero che orna i cimiteri, come il cipresso.
Di Didier Descouens – Opera propria,
CC BY-SA 4.0,
Ma mentre il cipresso si vede in giro, solitario accanto alle case, o in lunghe file per nobilitare viali ed ingressi o ancora in collina a sottolineare con eleganza i crinali, il tasso invece è quasi scomparso, quasi estinto allo stato naturale, dopo i pesanti abbattimenti nei secoli passati ed è poco o per nulla conosciuto anche dai contadini. Ne ho fatto esperienza diretta quando ho chiesto di potare con vigore in altezza e in larghezza due esemplari troppo alti e svuotati della vecchia casa in campagna. Ho capito che il lavoro è stato eseguito solo per rispetto nei miei confronti, ma con la convinzione che l’albero fosse stato rovinato, lasciando lunghi spuntoni di legno vecchio, privi di fronde. Il mio uomo ignorava che il tasso si presta bene all’arte topiaria e ad essere modellato.
Non vedendone in giro non poteva sapere che in una stagione o due si sarebbe riempito in qualsiasi magnifica forma desiderata. L’ho voluto arrotondato all’altezza di circa quattro metri, ma ne ho visti alcuni a Venezia, all’isola di S. Giorgio potati a vaso, alti un metro, con la chioma piatta. Elegantissimi e più facili da mantenere in ordine di quelli arrotondati.
È un albero magnifico e resistente, molto longevo ( diversi esemplari superano migliaia di anni), prospera anche all’ombra e può fare da quinta per altre piante o costituire l’ossatura sempreverde di un’aiuola. Non sopporta soltanto l’acqua stagnante.
Nel mio piccolo giardino di città ne ho solo uno, una grande sfera intorno a cui crescono piante perenni.
Il nostro è nato da seme nel parco abbandonato dove vivono i suoi due vecchi genitori e quando l’ho trovato era alto mezzo palmo. È a un uccello che devo la sua nascita. Poiché è una pianta dioica, vi sono individui maschili e femminili.
Gli uccelli possono nutrirsi degli arilli succulenti portati dalla pianta femminile, mentre il seme all’interno dell’arillo è velenoso quanto le foglie e viene espulso.
I semi, poi, possono impiegare anche due anni a germinare.
Anche il legno è pregiato. È l’unica conifera autoctona priva di resina perciò oggi è particolarmente usato per l’intaglio, gli strumenti musicali e i mobili da giardino, anche per la sua resistenza all’umidità e per l’eccezionale durata.
Un tempo era impiegato per la costruzione degli archi da frecce: il durame, più forte, per costruire la parte interna, rivolta verso l’arciere, l’alburno, la parte più chiara ed elastica, all’esterno, rivolta verso il bersaglio.
Il nome deriva dal greco toxon che significa proprio arco.