Poche piante come Aucuba japonica hanno il potere di scatenare i peggiori umori degli appassionati di giardinaggio.
Il venerabile Ippolito Pizzetti* è assai divertente ma cattivissimo a liquidarla così “quelle sue fogliacce sembrano il salame di Jacovitti tradotto in giallo e verde, molto volgari e sguaiate”.
Christopher Lloyd* racconta che i suoi amici giardinieri cadono in “agonies of hate” al solo trovarsi di fronte lo Spotted laurel, come la chiamano gli inglesi, l’alloro maculato o alloro giapponese e che si è fortunati se si riesce a guardarlo senza accusare disturbi di pressione. Esagerati!
Ricordo di aver letto di qualcuno così ridicolmente classista da definirla addirittura una pianta “piccolo borghese”.
Insomma l’aucuba è divisiva, crea schieramenti contrapposti di detrattori ed estimatori e pensare che poche piante sanno essere tanto generose e si adattano a quasi tutte le condizioni di terreno, esposizione, inquinamento, aria salina.
Cresce anche fino a due, tre metri, è sempreverde e offre così un’ottima quinta di sfondo in giardino, nascondigli per i bambini di casa negli angoli più selvatici dove crea un piacevole effetto giungla e fogliame colorato per ravvivare gli interni d’inverno, è luminosa e per niente lugubre perché le foglie sono picchiettate di un intenso giallo crema (l’effetto salame di Jacovitti è provocato da un virus) e poi, siccome è una pianta dioica, ha cioè individui maschili e femminili, se si ha cura di procurarseli entrambi, produce delle magnifiche bacche oblunghe rosso lacca, grosse e vistose, lucidissime.
Tra le più belle che il giardino possa regalare. E non è nemmeno vero che non ne metta quasi mai. Basta avere l’accortezza di non potarla troppo nel periodo della fioritura tra aprile e maggio; è meglio lasciarla libera in fondo al giardino, perfino trascurata e negletta tutto l’anno, per poi trovare tra la fine di febbraio e marzo i suoi frutti allegrissimi. Si adatta a tutto, ma ama l’ombra e preferisce un terreno piuttosto asciutto o almeno privo di ristagni d’acqua. A volte, inaspettatamente, qualche ramo annerisce e muore, ma basta reciderlo alla base e la pianta velocemente si riprende.
Leggo nell’indispensabile Pizzetti che ne esistono varietà tutte verdi con un bel fogliame: “Hillieri o Lance Leaf a foglie lanceolate, molto eleganti” che si potrebbero quindi mettere a dimora in pace con la sua approvazione, ma purtroppo non mi è mai capitato di vederle.
Infine, come molti altri sempreverdi è utilissima per farne dei mazzi da tenere in casa. Quando il giardino è avaro di fiori bastano pochi rami e qualche macchia di colore per avere gioia in qualche stanza.
E’ poi grande motivo di orgoglio festeggiare un felice evento familiare con un mazzetto del proprio giardino! E l’aucuba si presta a creare lo sfondo e a dare movimento alle composizioni.
Aucuba Japonica (in alto a sininistra) in composizione floreale
Visualizzazioni:46
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia consapevole e felice.
Puoi revocare il tuo consenso in qualsiasi momento utilizzando il pulsante Revoca il consenso.