Da qualche giorno fiorisce la Camellia sasanqua rosa, a fiore semplice, mezzo nascosta tra la Choisya viaggiatrice, che è sempre più alta e vigorosa quanto più si allontana dall’albicocco, e la Rosa Felicité Perpetue’ di cui devo sempre contenere l’esuberanza, altrimenti sarebbe capace di ricoprire tutti i vicini.
La grazia delicata e tarda di questa camelia è preziosa quando il giardino si è già spogliato e rimangono solo gli ultimi anemoni autunnali e qualche rosa rifiorente.
Ah, le fioriture di novembre come mi fanno sospirare!…
Le ultime vigorose Queen Elisabeth, le delicate Claire Matin, che non sono mai così belle come adesso, miniature di colore rosa intenso nei boccioli pronti a schiudersi in casa.
E le spensierate Mutabilis rosa e rosse, finalmente libere di trovare l’ultimo sole in cima ai rami spogli dei susini. Come sciami di farfalle tropicali.
La Camellia sasanqua è poco conosciuta ma più attraente della Camellia japonica a fioritura primaverile, di cui pure apprezzo l’opulenta bellezza, specie in vaso, quest’ultima non si adatta a un giardino informale e senza pretese come il mio e nemmeno al nostro terreno che non è acido. È un po’ superba, un po’ rigida e imponente, incongrua nei piccoli spazi. L’ho vista arricchire magnificamente i giardini delle grandi e ricche ville sui laghi, insieme alle altre acidofile come rododendri, azalee ed ortensie. Può ornare anche da sola un ampio prato in collina, allevata ad alberello, ma per me non potrà mai uguagliare la più modesta bellezza di una Sasanqua.
La C. Sasanqua ha foglie piccole, verde intenso, e un portamento morbido, si presta bene a creare un gruppo, uno sfondo per altre piante più basse e ha poche esigenze. Vive bene perfino in un terreno argilloso e non acido. Purché le si riservi un’ombra leggera sopporta anche la carenza d’acqua e fiorisce in autunno, quando si è a caccia, come cercatori d’oro di qualche fiore tardo, raro come una pepita.
Di questa oltre a quelle rosa, vi sono varietà bianche e varietà rosse. Tutte possono essere semplici, doppie o semidoppie e una, Hiryu, semidoppia, “ sfoggia un colore rosso scuro tra i più affascinanti di tutte le camelie”. Non lo penso solo io, lo afferma l’architetto Paolo Peyrone nel suo libro “In giardino non si è mai soli”, sempre utile e fonte di riflessioni.
Vorrei avere tutte le Sasanqua, o almeno tre, ma mi accontento della mia, ne cerco il lieve profumo, ammiro i vistosi stami dorati, belli perfino quando ormai sono caduti i petali leggeri.
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