AUTUNNO. Clematis Armandii
(le scritte in blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni)
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Clematis Armandii* (*collegamento a Wikipedia)
È una clematide che ho piantato con un trucco spregiudicato che scandalizzerà i puristi del giardinaggio.
Ma siccome funziona non me ne preoccupo e anzi lo consiglio per le situazioni disperate.
L’unico posto che potevo riservarle è una stretta aiuola a nord in cui vivono delle ortensie e soprattutto una vecchia, splendida, Magnolia soulangeana.
Da una parte corre il marciapiede e dall’altra il vialetto d’ingresso per le auto.
Insomma, è la zona più infeconda del giardino dove la competizione tra le radici è spietata e c’ è una terraccia peggiorata dagli operai che lavoravano alle tubature e interravano poi pezzi di cemento e calcinacci per chiudere le buche.
Proprio al piede della magnolia, dove la vanga penetrava solo per pochi centimetri, ho smosso il terreno, ho appoggiato una cassetta di plastica senza fondo riempita di terra e là ho lasciato la piccola clematide appena comperata a cavarsela da sola. Mai concimata, mai trattata, irrigata solo i primissimi tempi. Si è arrangiata.
Adesso misura più di dieci metri, l’ ho fatta correre lungo lo sporto del tetto e gira intorno a mezza casa. È robusta, originale, con le lunghe foglie lanceolate, lucide e coriacee, persistenti, bellissima anche in inverno quando si inghirlanda di festoni verdi che scendono morbidi, e spettacolare in primavera quando si ricopre della schiuma bianco puro dei fiori, del diametro di cinque centimetri, profumatissimi di mandorle e vaniglia, specie di sera.
Eppure… sto pensando di toglierla con grande dispiacere, perché privarsi di una pianta fedele che ci accompagna da tanti anni è sempre un misfatto. Ma ha un grave difetto: la si ritrova disseminata in giardino dove non dovrebbe e per di più è dotata di un fittone profondo che spesso non si riesce a strappare del tutto. Mi costringe a cercarla carponi sotto ai cespugli dove è quasi impossibile estirparla se sfugge all’occhio per una stagione. Quando sfiorisce in autunno, la nevicata sovrabbondante dei semi cotonosi è una disperazione, non perché “sporca”, non sono certo una G.M.M.M.(Grande Madre Massaia Mediterranea) di cui ride malevolo il grande Ippolito Pizzetti, ma devo raccogliere i semi per non infestare l’intero isolato oltre al mio giardino!
Purtroppo nessun vivaio e nessun sito parlano del problema che però è grave al punto da sconsigliare la coltivazione.
Ne esiste una varietà: Clematis Armandii Apple Blossom, così bella che potrebbe incorniciare le porte del Paradiso, se esistesse.
| foto creata da Rasbak | ![]() |
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I boccioli sono rosati di un rosa intenso e i fiori profumati si schiudono come meravigliosi grandi fiori di mela. Mi è morta dopo qualche anno perché è molto delicata.
Hai mai pensato di costruire una casa sull’albero? Se hai un giardino sufficentemente grande puoi trarre ispirazione da alcuni progetti sparsi nel mondo. Un suggerimento. Puoi trovare materiale adatto collegandoti al sito Loft Pubblications che ha sede a Barcellona (ES). Un esempio:
AMBERLY CASTEL Blue Forrest – West Sussex, United Kingdom © Blue Forest
foto in attesa di approvazione da parte di Loft Pubblications
Questa casa sull’albero per l’Amberly Castel, l’unico albergo in Inghilterra in un castello medievale, presenta porte e finestre ad arco gotico in massello di quercia, tetto in giunco acquatico ed esterno in cedro con rustiche tegole di quercia tagliate a mano. L’interno è completamente rivestito con cedro rosso occidentale.


