Il Cotogno è oggi una pianta poco diffusa nei giardini, a torto, perché è bellissimo e utile. Appartiene alla famiglia delle rosacee e i fiori semplici, bianchi o rosati somigliano molto ai fiori delle rose selvatiche. Hanno un diametro di circa cinque centimetri e sono tra i più vistosi dei fruttiferi.
L’albero fiorito è incantevole: in aprile porta contemporaneamente fiori e foglie, a differenza degli altri alberi da frutto, e anche le foglie contribuiscono a creare la meraviglia, sono ovali od oblunghe, di un verde tenero delizioso, pubescenti e morbide al tatto come la guancia di un neonato. Poi diventeranno più scure e consistenti come quelle dei meli e dei peri e faranno da sfondo ai grossi frutti, giallo vivo, tomentosi, più o meno tondeggianti, a seconda delle varietà, o proprio piriformi. Sarà allora il momento di coglierli e trasformarli in marmellata (cotti e mescolati alle mele danno allo strudel un sapore squisito) in fantasiose e fantastiche composte di frutta, cotti in un po’ di vino, con lo zucchero, o il miele o un altro dolcificante, insieme alle noci, all’uva passa, ad altra frutta congelata per superare i lunghi inverni. Chi ha più tempo e più pazienza può preparare anche ottime cotognate, da conservare tagliate a losanghe in una scatola tra le foglie di alloro.
Il Pizzetti ne parla come di un albero difficile, addirittura consiglia diversi trattamenti: uno invernale e uno alla formazione dei frutti, perchè lo descrive facilmente attaccabile dai parassiti, ma così non è nella mia esperienza. Non l’ho mai trattato, come non tratto nessuno dei miei fruttiferi, per scelta e perchè non ne avrei il tempo. Me ne ricordo solo per ammirare la fioritura e per cogliere con gratitudine i suoi grossi frutti. Ma forse non sarebbe altrettanto facile coltivarlo nel mio giardino di città dove il terreno è calcareo, invece cresce sano in collina, perché preferisce terra acida o neutra.
E’ importante infine accertarsi di comprare una varietà autofertile, ne esistono infatti di autosterili e si rischierà di non avere frutti. Oppure bisognerà comprare un secondo cotogno.
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