ESTATE. Rosa Paul’s Himalayan musk
(le scritte in blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni)
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Rosa Paul’s Himalayan musk: un rosicidio
Il nome avrebbe dovuto insospettirmi: indubbiamente richiama qualcosa di colossale. Infatti.
Ma ero giovane, inesperta e avida di risultati spettacolari.
La rosa, acquistata non ricordo più dove, era stata piantata al piede di un Pinus pinea che se ne stava da anni proprio in un angolo del giardino, accanto al muro di confine che dà sulla strada. Era, o meglio sembrava, un’innocua giovane rosa non più alta di un metro.
In pochi anni ha scalato selvaggiamente il nostro domestico pino da pinoli appendendosi lassù come le pareva e piaceva.
Si esibiva da quelle altezze sfoggiando i suoi festoni in un’unica fioritura estiva, profumata di muschio e visibile fino in fondo all’isolato.
Spettacolare. Ma ingestibile, perché dotata di spine a uncino, adatte all’arrampicata, che però agganciavano chiunque si avvicinasse anche solo di passaggio.
In casa c’erano mugugni, il malcontento serpeggiava sempre più palpabile, insieme ai graffi. La situazione era fuori controllo.
Abbiamo dovuto ricorrere a dei professionisti, arrivati con un camion cippatore, protetti come palombari, per eliminarla.
Tagliata alla base e triturata sul posto, la sua massa spinosa, intimoriva ancora perfino il giardiniere più truce.
Ma non è finita. Non ricordo perché non si è provveduto a scavarne le radici. Probabilmente tutti, professionisti compresi, la davano per spacciata.
Invece continuava a ricacciare. Ho dovuto incappucciarla con un grosso sacchetto di plastica nero e così incaprettata l’ho coperta con un secchio per soffocarla.
Non moriva. Quando andavo a controllare scoprivo i nuovi getti, sbiancati come miseri asparagi… Una rosa della sua bellezza e nobiltà. Un rosicidio. Che colpa imperdonabile!
Invece su di lei, innocente, è scesa la damnatio memoriae: non esistono nemmeno fotografie che documentino la sua presenza in giardino.
Eppure poterla piantare in uno spazio aperto, sullo sfondo di un grande giardino… che spettacolo!


