Questa iris botanica ha un nome diffamante che non corrisponde al vero. Ma poiché la calunnia è un venticello… la meschina calunniata, avvilita e calpestata, ha una cattiva reputazione: puzzerebbe, anzi, peggio, feterebbe. Il verbo è poco usato, ma se è stata definita foetidissima, dovrebbero esserci dei buoni motivi.
Invece, anche spezzandone le foglie e strofinandole tra le dita non si avverte altro che un odore erbaceo e legnoso di certi legni scortecciati e umidi, per nulla sgradevole. E’ detta anche Giglio dei morti. Giaggiolo puzzolente e giù a denigrare.
Qui bisognerebbe aprire una parentesi per riflettere su cosa ci aspettiamo da un giardino, o meglio, tralasciando gli aspetti filosofici, dal nostro giardino.
Cosa riteniamo per noi interessante? E’ vero che non basterebbe un volume per ospitare la risposta di un giardiniere appassionato.
Ma parliamo di un giardiniere con poco tempo, con la schiena a pezzi, un giardiniere che non ha un suo giardiniere a disposizione, ma solo ogni tanto qualche uomo improvvisato, a volte saccente senza sapere, a volte semplicemente ignorante, altre volte volenteroso ma impreparato.
Un giardiniere così vuole piante robuste, che non richiedano cure continue, che possano esser lasciate a se stesse per qualche tempo.
Ecco descritta la prima dote dell’iris foetidissima: è una pianta forte, che spesso non ha nemmeno bisogno di esser piantata perché arriva da sola. Che gran cosa i regali arrivati col vento, le sorprese del giardino!
Nasce dove le pare, prospera anche all’ombra, crea grandi ciuffi di foglie scure spadiformi che danno verticalità alle aiuole.
Il fiore è liquidato come insignificante nelle descrizioni. E nemmeno questo è vero. Certo, da lontano nemmeno lo si vede, ma da vicino ha una grazia modesta: viola chiaro venato da un appariscente disegno palmato, viola più scuro, è perfetto in piccole composizioni che ne enfatizzano il fascino orientale.
Tra novembre e dicembre, poi , quando si vaga per il giardino un po’ sconsolati a cercar tesori nascosti, dà il meglio con la maturazione del suo frutto, una capsula trigona di forma allungata che si apre mostrando lucidi semi rosso arancio che durano a lungo senza cadere.
La spocchiosetta Vita Sackville West li trova” francamente rozzi e appariscenti” ma perfino lei ammette “che hanno un aspetto grazioso e caldo sotto una lampada da tavolo in una sera grigia”.
Quando se ne fanno composizioni invernali, devono stare proprio sotto a una lampada, questo è vero, e a me sembrano per niente rozzi, felicemente appariscenti, gloriosi, vivaci e meritevoli di infinita gratitudine perché riescono a illuminare il grigio dentro e fuori di noi.
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