(Jasminum nudiflorum)* (*collegamento a Wikipedia; ** collegamenti interni ad altre schede di geolicia)
Questo gelsomino che fiorisce in giallo e non è profumato né rampicante, a differenza del più noto gelsomino officinalis, è una delle piante indistruttibili a disposizione dei giardinieri che non hanno molto tempo da dedicare al giardino. E’ una pianta che si vede in giro piuttosto spesso e che spesso viene trattata in maniera trasandata e superficiale, mentre invece, come sempre dovrebbe accadere in giardino, bisognerebbe osservarla attentamente, studiarne con attenzione le caratteristiche e la naturale inclinazione e poi cavarne il meglio. Un po’ come fanno i bravi insegnanti con gli alunni più difficili, quelli che arrivano confusi, disordinati e recalcitranti, a cui bisogna far scoprire le proprie attitudini.
E’ vero che questo gelsomino è una pianta che non sa bene da che parte andare e non ha una struttura ordinata o attraente e come dice il nome fiorisce sui rami nudi, ma sapendolo usare se ne possono fare meraviglie.
Per esempio l’ho visto scendere per metri da certi terrazzi, alternato ad altre piante verdi, formando cascate vivide come fuochi d’artificio, oppure ad Asolo, allevato a siepe lungo una stradina sterrata che porta a valle, fiorito sotto la neve. Colpiva dritto al cuore come una fucilata.
Ma il giardiniere più sagace ne aveva fatto una sorta di festone che correva in morbidi archi contro tutta la facciata della casa perché i rami elastici e resistenti si prestano ad essere piegati e legati in fogge diverse.
Con un po’ di esperienza si può forzarne la fioritura in casa per Natale tagliando alcuni rami da tenere al caldo in una stanza per qualche giorno.
Prospera in tutti i tipi di terreno, tollera la siccità e non l’ho mai visto colpito da parassiti, basta avere l’accortezza di potarlo dopo la fioritura perché fiorisce sui rami dell’anno. Non potrebbe essere più generoso e meno esigente.
Un’altra varietà altrettanto bella e robusta è Jasminum primulinum* o J. Mesnyi, un grande arbusto rampicante a rami penduli con fiori gialli più grandi del nudiflorum e belle foglioline di un verde vivace.
E’ una pianta esuberante, rapida nella crescita e ha bisogno di spazio, è bellissima fatta crescere come esemplare isolato a formare una grande fontana fiorita, potrebbe anche affacciarsi da una recinzione come una cascata, ma una grande furbissima idea è quella di allevarlo in orizzontale, a circa cinquanta centimetri da terra, per farlo correre a riempire gli spazi vuoti di alcuni archi su cui si appoggiano le rose.
Si possono convincere altri rampicanti a questo sviluppo orizzontale ed è magnifico godere dei loro fiori all’altezza dello sguardo o osservarli dall’alto in basso, senza doverli cercare col naso in aria rischiando crisi vertiginose da cervicali. Serve però la pazienza di tenere d’occhio i giovani getti e di guidarli, basta infatti dimenticarli distrattamente per alcuni giorni e i germogli si saranno già lanciati verso l’alto e abbarbicati dove è poi impossibile toccarli.
Un fenomeno sorprendente e affascinante è il movimento di circumnutazione che compiono i rampicanti: la parte apicale dei piccoli fusti, o i viticci, compie un movimento ellittico continuo per cercare un appiglio. Come fossero dotati di un minuscolo occhio cercano in giro dove sostenersi, si guardano intorno, consapevoli di non avere un solido fusto legnoso che li regga. Questo movimento (impercettibile all’occhio umano se non si ripete l’osservazione a distanza di tempo) ha però una durata limitata, una scadenza, poi gli apici perdono la sensibilità e la capacità di aggrapparsi, si potrà incoraggiarli in ogni modo, legarli, ma è tutto inutile. Bisognerà aspettare un nuovo germoglio.
e se in giardino ti capitasse di incontrare un ramarro? Nessuna paura, è innocuo. Se lo rispetterai… lui ti rispetterà. Il mio si chiama “Gerolamo”
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