PRIMAVERA. Magnolia soulangeana

(le scritte in blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni)

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(Magnolia soulangeana)* (*collegamento a Wikipedia)

 

In questi giorni di inizio primavera la giardiniera, (quella sono io),  non vorrebbe  mai allontanarsi dal giardino. Ma nemmeno ogni giardiniere. Se gli chiedono di muoversi, di partire, accampa pretesti, accusa malesseri, senza mentire, perché si sente male sul serio all’idea di non cogliere in flagrante qualcuna delle sue fioriture.
Sa benissimo che basta una minima distrazione, un’assenza anche di poche ore e quel tale momento tanto atteso non tornerà per un anno.
Vorrebbe  alzarsi il mattino, scattare come una molla perché è primavera e scendere  a vedere se qualcosa di nuovo è accaduto durante la notte.
Questo è il suo desiderio più acceso mentre ricapitola mentalmente, a volte borbotta anche tra sé, tutte le cose da fare e le mani prudono nell’attesa.
Ecco invece cos’è successo quando mi sono dovuta assentare per tre interi giorni: è esplosa la fioritura della magnolia soulangeana!

fotografia scattata da Harald Köster,
Bochum, Germany  – marzo 2004
Magnolia soulangeana
licenza di riproduzione
CC BY-SA 2.5


Per settimane si seguono i progressi dei boccioli insignificanti, marroncini, piccolissimi, impensabile immaginare cosa uscirà da lì tra poco. Non sono più grandi di un astuccio per  rossetti, portati dai rami nudi, perché questa magnolia sviluppa le foglie dopo la fioritura.
Poi, una mattina, dall’ astuccio sbuca una punta rosata, ma ha sempre l’aspetto di un rossetto per signora, stavolta senza il cappuccio.
I giorni successivi il colore si fa più intenso e le guaine marroni cadono a terra, sono soffici e pelosette come le zampe delle api. Non si potrebbe creare una protezione migliore per i boccioli che continuano a  gonfiarsi.
La giardiniera aspetta paziente e pregusta il momento… Ma…
Capita che debba  partire per un impegno tanto inderogabile quanto sgradito.
Quando rientra a casa e corre in giardino alcuni petali sono già a terra, perché la fioritura della magnolia soulangeana ha la rapida successione dei fuochi d’artificio e in poco tempo è esplosa in una moltitudine di grandi calici bianchi all’interno, carnosi, opulenti, profumati che  sembrano essere stati tuffati nel succo porpora di certi frutti rossi.
Meravigliosa pianta di facile coltura!
Non è troppo esigente nell’esposizione, accetta anche una terra argillosa e alcalina come la nostra e da quando accompagna i miei giorni in questo giardino, ormai da quasi quarant’anni, non ho fatto altro che contenerne la crescita solo verso l’alto (è meglio non potarla per mantenerla sana) e ammucchiare le foglie e i fiori caduti nell’ aiuola in cui cresce .
Ogni anno è un miracolo che si ripete: noi al giardino non diamo niente tranne il nostro amore, niente di concreto. Com’è possibile che il suo popolo di piante ornamentali e fruttiferi ed erbacee perenni ci regali sempre nuovi fiori e frutti? Tutto in poche centinaia di metri quadrati? Da dove trae nutrimento la terra se non concimo e mi limito a fornire dell’acqua, e neppure quanta ne servirebbe?
Non è meraviglioso e stupefacente?
Lo spettacolo non dura molto, dipende anche dalla temperatura.
In questi giorni (siamo alla metà di marzo)  il caldo è arrivato improvviso ed accelera  la caduta dei calici fastosi.
Poiché ogni  creatura ha in sé il principio della propria fine, i petali cadono, mentre già tenere foglioline di un timidissimo verde compaiono all’attacco dei fiori.
Adesso comincia a”sporcare” ! direbbe la Grande Massaia, lamentandosi del gran lavoro che la aspetta.
La chioma della nostra magnolia misura almeno quattro metri di diametro, fitti di fiori.
Peserò un giorno la mole della sfioritura, e la sommerò a quella delle foglie che cadranno quando sarà l’ora.
“SPORCA MOLTO”! Allora privatevi, massaie e massai, della bellezza.

magnolia soulangeana in composizione