PRIMAVERA. Mandorlo dolce
(le scritte in blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni)
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Fruttiferi. Mandorlo dolce* *(collegamento a Wikipedia)
Il suo valore come pianta da frutto è irrisorio. Bisognerebbe averne decine perché le mandorle potessero bastare al consumo di una famiglia, anche solo per la preparazione delle torte e dei biscotti.
Eppure nel nostro piccolo giardino di periferia ne ho piantato uno proprio di fronte alle finestre della cucina, a ovest.
L’ho voluto per ricordarmi, quando mi affaccio al mattino di certe giornate tediose, che la primavera arriva ogni anno. E’ una certezza che si apprezza molto.
A sud invece, nella siepe mista, ci sono il Calicantus e l’Hamamelis: è il lato del conforto invernale che questi modesti arbusti silenziosi offrono col loro profumo, quando si entra ed esce frettolosamente di casa.
Non che il mandorlo sia altezzoso, ma è un messaggero, è lo speaker della primavera! Il suo annuncio è un fioritura clamorosa, è senza dubbio tra le più belle degli alberi da fiore che arriva quando il giardino è ancora spoglio, solo una sinfonia di marrone e niente altro.
I fiori sono i più grandi tra quelli dei fruttiferi, intorno ai quattro centimetri, di una bellezza delicatissima, la pianta è autofertile e produce ottime mandorle.
Se i rami sono recisi ancora in boccio, i fiori rosati si apriranno in poco tempo appena portati in casa.
Esiste una varietà a fiori e frutti più vistosi: “Macrocarpa”, con fiori fino a sei centimetri, ma non l’ho mai vista.
Il mandorlo amaro ha fiori più grandi del mandorlo dolce, con il centro più scuro.
Il Mandorlo.
poesia della scrittrice Maria Assunta Oddi

