PRIMAVERA. Rosa Felicité et Perpétue
(le scritte blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni; quelle rosse a collegamenti interni)
torna all’indice della primavera
Rosa Félicité et Perpétue** (* collegamento al mondo Wikipedia; **collegamento al museo giardino della rosa antica)
E’ un ibrido di sempervirens, un regalo di felicità in giardino che si perpetua ogni stagione: robusta, affidabile, ricchissima nella fioritura di piccoli fiori globulari pieni di petali. I graziosi boccioli rosa intenso, cremisi, si aprono in una massa di deliziose rosette che trascolorano poi dal crema al bianco, le foglie sono verde scuro e sempre sane. Come le rose antiche ha un’unica fioritura, piuttosto tardi, a metà stagione, ma talmente ricca che dura oltre un mese.
Mi è stata regalata da un’amica giardiniera e pittrice. Lei l’ha ereditata dalla madre, una signora calabrese, che nel clima fortunato del sud viveva in un paradiso terrestre.
Così come esiste in musica l’orecchio assoluto, altrettanto succede col pollice verde. La signora ne era dotata e al suo tocco le talee radicavano, le piante vigoreggiavano, i fiori prosperavano e si moltiplicavano per seme.
Anche questo mi piace del giardino: che le piante abbiano una storia e si leghino al ricordo di altri giardinieri e di giardini lontani. Comprare nei vivai è cosa ben diversa. E’ vero poi che se manca il genius loci il giardino rapidamente scompare e questo è molto triste.
![]() |
Descrizione |
Rosa ‘Félicité et Perpétue’, gr. Sempervirens, sect. Synstylae. Real Jardín Botánico, MadridIl, detentore del copyright su quest’opera, ha dichiarato di pubblicarla con la seguente licenza: Permesso copiare, distribuire e/o modificare questo documento in base ai termini della GNU Free Documentation License, Versione 1.2 o successive pubblicata dalla Free Software Foundation; senza alcuna sezione non modificabile, senza testo di copertina e senza testo di quarta di copertina. Una copia della licenza è inclusa nella sezione intitolata Testo della GNU Free Documentation License.
|
Torniamo alla nostra rosa di cui abbiamo celebrato le lodi, senza parlare delle sue spine… Il libro sulle rose che custodisco nella mia biblioteca (Rose, The Royal Horticultoral Society, De Agostini) dice che ne ha poche, ma forse non parliamo della stessa rosa!
La mia è molto armata e si comporta come un vero rampicante: ho parlato altrove della circumnutazione, il movimento circolare della parte apicale di certe piante per cercare un sostegno a cui aggrapparsi, bene, questa rosa che non avrebbe certo bisogno di sostenersi, visto che è allevata su degli archi, si lancia invece ostinatamente sul vicino albicocco da una parte e sull’olea fragrans dall’altra, col risultato che si ha sempre a che fare con le sue spine uncinate per liberare i vicini. Se l’avessi lasciata libera, col vigore che la contraddistingue, avrebbe scalato l’albicocco, poi l’olea e sarebbe arrivata a cenare con noi in terrazza.
Questo per dire che non è pianta per giardinieri pigri. In compenso non richiede nessuna cura se non la potatura di contenimento!
I Signori del Sile.
Uno di questi due cigni presto diventerà madre. Questi uccelli sono facilmente riconoscibili, oltre che per le dimensioni, soprattutto per i loro lunghi colli. Hanno portamento elegantissimo. Maschio e femmina sono molto simili; motivo per cui è difficile distinguere l’uno dall’altro. I cigni generalmente formano coppie monogame che restano tali tutta la vita. A volte passeggio lungo le rive del fiume con lo scopo di incontrare Zeus. Vorrei dirgliene quattro. la povera Leda gli ha dato una prole ma subito dopo aver “consumato” Lui è sparito nel nulla e dei figli si è totalmente disinteressato. Mah…
Particolare di fotografia realizzata da Maurizio Biadene [Casier (TV)]


