PRIMAVERA. Rosa Pierre de Ronsard

(le scritte blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni; quelle rosse a collegamenti interni)

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Rosa Pierre de Ronsard *  (*collegamento a Wikipedia)

E’ una rosa Meilland, introdotta nel 1987 ed è stata scelta e piantata nel nostro giardino in quegli anni dal migliore giardiniere che io abbia conosciuto. Anzi, dall’unico vero giardiniere, con  una grande passione per i fiori e per il suo lavoro e una profonda conoscenza delle piante, che veniva dalla zona a nord del lago Maggiore dove si era formato: Mario Trezzi. Voglio ricordarlo perché era singolare per sensibilità, distinzione naturale e raffinatezza di modi e di gusti.
Purtroppo in quei tempi non annotavo le date degli ingressi in giardino, ma questo rosaio che ho fatto salire sul terrazzo di casa esposto ad ovest, dovrebbe avere poco meno di trent’anni. In quei tempi non lo aveva nessuno, ma negli anni è diventato una scelta molto diffusa nei giardini,  leggo addirittura che è il più venduto, e questo si spiega con la sua bellezza un po’ troppo vistosa: i fiori sono molto grandi, stradoppi, di un rosa acceso in centro che sfuma verso l’esterno fino al bianco. Come molte rose moderne non profuma e questa è una caratteristica negativa: non  avendo spazio scelgo solo rose rampicanti che abbiano tutte le virtù, e il profumo è irrinunciabile.


Secondo i miei libri  raggiunge in altezza i tre metri,  invece qui  da noi misura quasi il doppio ed è una rosa robusta a cui non serve nessun trattamento, con una fioritura copiosissima in primavera a cui seguono fiori isolati fino all’autunno inoltrato.


Io forse non l’avrei scelta perché mi piacciono le rose profumate, con una bellezza più discreta e con un fiore più piccolo, ma ammirata da lontano e dal basso è davvero magnifica. Farla ricadere dal terrazzo è la posizione migliore che avrei potuto darle perché i grossi fiori molto pesanti, stentano a reggersi sullo stelo che tende a piegarsi, ecco perché sono rose che  vanno ammirate dal basso e sono poco adatte come fiore reciso, a meno che non si scelga un vaso a coppa dove posarle quasi senza gambo.

Ho la fortuna di abitare in provincia di Treviso vicino al fiume Sile. Durante le mie passeggiate faccio spesso insoliti incontri. Ad esempio sono stata inseguita da un gruppo di affamate anatre  corritrici che per fortuna non sono carnivore … altrimenti sarebbero guai… In realtà si tratta di uccelli simpatici e gioiosi originari del sud-est asiatico ed importati nell’800 dalle Compagnie delle Indie (ciò spiega il motivo per cui sono erroneamente definite “anatre indiane”.
Sono chiacchierone,  Quack, Quack, Quack, non  smettono mai di parlare. Sono molto decorative e, poiché da secoli sono state addomesticate dall’uomo, sono diffuse nei più prestigiosi giardini del mondo. Con la loro vicinanza l’antidoto alla depressione è assicurato ma ciò che mi trattiene è il fatto che, molto probabilmente, recluse in uno spazio circoscritto perderebbo il loro naturale buon umore…
Stanno bene lì dove sono!