AUTUNNO. Cymbalaria muralis

(le scritte in blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni)

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Cymbalaria muralis * (collegamento a Wikipedia)
 

fotografia di Enrico Biasutto (opera propria) in licenza d’uso Creative Commons

Questa minuscola pianta è ignorata quanto il muschio (vedi scheda: muschi e muretti) e vive felice sui muri.

È un elfo, un folletto, una fatina vegetale, talmente bella e curiosa che l’architetto di giardini Paolo Pejrone l’ha voluta sulla copertina di un suo libro “I dubbi del giardiniere”e le dedica un intero capitolo.

Che soddisfazione comprare quel libro: qualcun altro, anche se lontano ed estraneo, osserva e apprezza quello che osservo e ammiro anche io.  È un sodalizio.

Avessi un muro adatto, un bel muro di pietra, ci vivrebbe bene qualche Cymbalaria.

Ciombolino è il nome comune,  grazioso quanto la pianta che è rampicante, ma si lascia volentieri ricadere o striscia perché è “stolonifera” (per i nuovi appassionati di botanica: uno stolone è un ramo laterale che spunta da una gemma ascellare vicino alla base (colletto) della pianta).

Le foglie, disegnate come merletti,  sono reniformi e carnose, un po’ concave, disposte a mosaico, quasi mai sovrapposte per raccogliere meglio la luce. Ricordano la forma degli antichi cembali, Cymbala come spiega l’etimologia. I fiori sembrano miniature degli Anthirrinum, le comuni Bocche di leone e hanno una caratteristica affascinante: il “fototropismo” (la pianta si muove in risposta a stimoli luminosi, come la luce del Sole. Alcune piante fornite di stelo impiegano ormoni per sviluppare la parte  in ombra, in modo che questa riesca a far curvare la parte superiore verso la fonte di luce). Prima dell’ impollinazione si muovono verso a luce per farsi notare dagli insetti, dopo essere stati impollinati si spostano al riparo verso le fessure dove rilasceranno i semi in un ambiente più fresco e adatto alla germinazione.

Hanno bisogno di pochissimo terriccio per vivere, come si può vedere scalzandole delicatamente dal muro dove le abbiamo cercate per trasferirle in giardino.

È un procedimento che si compie con grande trepidazione perché gli stoloni e le radichette sono quasi inconsistenti, trasparenti e acquose. Eppure la pianta, dotata di una grazia tanto aerea,  è invece molto forte e il trapianto riesce quasi sempre.

In vaso però la Cymbalaria non è altrettanto bella, si potrebbe piuttosto allevarla su un piccolo ritaglio di muro creato per lei.